Karl Heinrich Ulrichs

Karl Heinrich Ulrichs nacque il 28 agosto 1825 ad Aurich nel Regno di Hannover (Germania). Molti membri della sua famiglia erano pastori luterani, mentre suo padre era un funzionario della pubblica amministrazione.

All’età di tre anni portava vestiti da bambina e si era trovato in difficoltà quando crescendo fu costretto a vestirsi da maschio; era spesso escluso e umiliato dagli altri bambini maschi e prediligeva giocare con le amiche della sorella.
A dieci anni ebbe la sua prima cotta per un ragazzino poco più grande di lui, che tuttavia non riuscì ad avvicinare, e attorno ai quindici anni scoprì la sua predilezione per i soldati, che lo accompagnò per tutta la vita.
Iscritto alla facoltà di Legge dell’Università di Göttingen, durante il secondo anno divenne definitivamente consapevole della sua attrazione per gli uomini: durante un ballo vide gli allievi della scuola forestale e ne fu irresistibilmente attratto.
In seguito per continuare gli studi si trasferì a Berlino.

Finita l’università, superò il concorso statale per diventare uditore giudiziario e quindi fu promosso ad Assessor. Iniziò ad interessarsi al dibattito sull’unificazione della Germania e ottenne un ruolo all’Assemblea Nazionale di Francoforte (1848-1849). Intanto la sua carriera progrediva velocemente: diventò Amtsassessor extra nel 1852 e poi giudice l’anno successivo.
Tuttavia nel 1854 Ulrichs fu costretto a lasciare la pubblica amministrazione, perché accusato di “pratiche lussuriose contro natura con altri uomini”.

Negli anni seguenti si spostò da una parte all’altra della Germania, incontrando più volte difficoltà con la legge. Non si sa bene come riuscisse a mantenersi finanziariamente, ma da una parte continuava ad esercitare la sua attività legale per la difesa dei non-abbienti (e fu per questo sanzionato) e dall’altra si dedicò alla letteratura.

Nel 1862 Ulrichs decise di impegnarsi pubblicamente per la causa degli omosessuali. Causa scatenante fu l’arresto di Johann Baptist von Schweitzer, presidente di un’associazione operaia di Francoforte accusato di aver sedotto un ragazzo di quattordici anni. Schweitzer fu punito con 14 giorni di prigione e Ulrichs studio e trattò nei suoi scritti il caso.
Nello stesso anno rivelò la propria condizione alla sua famiglia con una lettera indirizzata a otto parenti. A causa della forte religiosità della famiglia, questa rivelazione portò a reazioni negative e la sorella Ulrike fu particolarmente dura nei suoi confronti, definendo la sua natura “disgustosa”.

Nell’estate del 1863 iniziò a scrivere le sue riflessioni in alcuni libretti che, raccogliendo quanto prodotto fino al 1879, rientreranno sotto il titolo collettivo di Forschungen über das räthsel der mannmännlichen liebe (Ricerche sull’enigma dell’amore maschio-maschile).

Nel primo libretto, Vindex, pose le basi delle sue teorie. Prima di tutto aveva dovuto trovare un termine per indicare l’omosessualità (la parola “omosessuale” non era ancora in uso). L’uomo gay fu dunque chiamato uraniano (Uranier), mentre quello eterosessuale dioneriano (Dionäer). In seguito questi termini furono sostituiti con urningo (Urning) e dioningo (Dioning). Secondo la teoria, gli urninghi formavano un terzo sesso, una sorta di ermafrodita sessuale (opposto all’ermafrodita fisico): infatti venivano ritenuti uomini con uno spirito di donna. Siccome l’ermafrodita fisico era una creatura di Dio, quindi ritenuto naturale, lo stesso doveva essere per l’ermafrodita sessuale, l’uraniano. Inoltre Ulrichs sosteneva che il desiderio sessuale dell’uraniano, in quanto creato da Dio, avesse il diritto di essere soddisfatto. Pertanto l’urningo non poteva essere perseguito, in quanto non commetteva nessun “atto contro natura”, come invece espresso dalle leggi anti-sodomia.

Nel secondo libretto, Inclusa, Ulrichs cercò di fornire un supporto scientifico a dimostrazione di come l’omosessualità non dovesse essere considerata immorale. Ulrichs sosteneva che gli urninghi erano attratti solamente da giovani dioninghi e tanto più il giovane dioningo era mascolino, tanto più era l’attrazione esercitata sull’urningo. Per i dioninghi consentire agli urninghi di ottenere piacere non era un atto moralmente indecoroso, ma semplicemente neutro.
L’amore che l’urningo prova non è però solamente soddisfazione sessuale: è un amore “con tutto il cuore, tenero e pieno di desiderio” e dunque “dove c’è l’amore vero, c’è anche la natura”. Concludeva Inclusa sfidando coloro che ancora non erano convinti dalla sua teoria: “Ora provatemi che il vostro amore per le donne è innato”.

Entrambi i primi libretti furono pubblicati nel 1864 sotto lo pseudonimo di Numa Numantius. Una copia di Vindex fu spedita al Ministro della Giustizia del Granducato d’Assia e del Reno a Darmstadt nella speranza di aiutare coloro che erano stati accusati di “crimini contro natura”, ma lo sforzo si rivelò vano e la polizia sequestrò tutte le copie rimanenti delle pubblicazioni.

Dopo aver ricevuto numerose lettere di approvazione e sostegno da parte di altri urninghi, Ulrichs continuò a scrivere altri libretti: Vindicta, Formatrix e Ara Spei. Vindicta in particolare era indirizzato ai suoi compagni urninghi ed era un incoraggiamento ed esortazione a continuare a lottare per avere pari diritti. Formatrix continuava e ampliava la teoria scientifica espressa in Inclusa. Ara Spei fu lo scritto in cui sostenne la necessità dell’urningo di soddisfare i suoi desideri a qualunque costo.

Dal 1865 si trasferì stabilmente nella città di Burgdorf. Cercò nuovamente di entrare nella pubblica amministrazione ma, ormai noto alle autorità, il posto gli fu rifiutato. Continuò quindi a mantenersi scrivendo poesie e articoli di giornale.

Sempre nel 1865 scrisse un documento chiamato Regolamento per l’Unione degli urninghi, un misto di suggerimenti pratici e alto idealismo per migliorare la sorte degli urninghi. Nel frattempo continuò a protestare contro le leggi anti-sodomia, inviando una risoluzione di legge al Congresso dei Giuristi Tedeschi, dove tuttavia non fu mai discussa.

Nel 1866 il Regno di Hannover fu formalmente annesso al Regno di Prussia in seguito alla guerra austro-prussiana. Fervente oppositore del governo prussiano, Ulrichs fu arrestato e portato nella Fortezza di Minden, dove rimase quattro mesi. Lì ebbe la possibilità di dedicarsi alla scrittura di poesie.

Quando uscì, Ulrichs decise di portare la sua causa urninga al Sesto Congresso dei Giuristi Tedeschi a Monaco (Sala da Concerto Odeon). Il 29 agosto del 1867 gli fu concesso di parlare di fronte all’assemblea plenaria, in quello che è considerato il primo coming out pubblico della storia.
Ulrichs fu molto turbato all’idea di fare quel passo e fino all’ultimo ebbe il dubbio di tirarsi indietro. Quando iniziò il suo discorso contro le leggi anti-omosessuali, la platea si divise in due: da una parte lo esortarono a continuare, curiosi; dall’altra fu insultato e invitato a lasciare il podio. Quest’ultima parte prevalse e non riuscì a finire di parlare. Un uomo anziano prese la parola per ringraziare l’assemblea di aver bocciato tale proposta “nell’interesse della moralità”. Il resoconto dell’evento fu pubblicato nel libretto Gladius furens nel 1868, per firmare il quale Ulrichs abbandonò il suo pseudonimo a favore del suo vero nome.

Con la pubblicazione di Memnon nel 1868, gli scritti di Ulrichs non potevano più essere ignorati: le sue argomentazioni furono distrutte dalla stampa, dalla medicina e dalla politica.
Il testo era una riflessione sulla moralità dei rapporti anali che, secondo la convinzione di Ulrichs, dovevano essere piuttosto rari. Il dubbio che si ritrovò ad affrontare vedeva da una parte la condanna della pratica in modo da ammorbidire il pregiudizio della popolazione non urninga; dall’altra l’accettazione avrebbe portato a combattere per i diritti e la dignità di coloro che la praticavano. Scelse una via di mezzo, sostenendo che, per quanto la penetrazione anale lo disgustasse, tuttavia non poteva essere considerata immorale.

Nel frattempo Ulrichs progettava già un altro libretto, Incubus, per il quale l’ispirazione venne dal processo di Carl Ernst Wilhelm von Zastrow, accusato di stupro. Ulrichs sostenne che a Zarastrow non fu mai processato in modo equo, dato che la sua omosessualità era nota alla polizia, ed insistette a spiegare che non c’era alcuna connessione fra l’essere un urningo e l’essere un criminale.

Nel 1869 prese l’avvio la discussione per la stesura del nuovo Codice penale della Confederazione della Germania del Nord, in particolare si doveva decidere se abolire la legge antiomosessuale prussiana. Ulrichs scrisse ben cinque lettere alla commissione e inviò i suoi libretti. La legge però non fu soppressa.

Nel 1870 Ulrichs pubblicò il primo numero del suo periodico urningo, Uranus, che venne intitolato Prometheus. Le ragioni per la pubblicazione di Uranus erano principalmente due: l’interesse per l’amore urningo che si stava diffondendo in tutta Europa e la quantità di materiale raccolto a tale proposito da Ulrichs in quegli anni. Nella rivista venivano trattati temi come l’esistenza dell’amore urningo durante tutto il corso della storia, oppure la pressione sociale a cui erano sottoposti gli urninghi. Un esempio lampante di ciò era rappresentato dai “matrimoni-martiri”, in cui un urningo veniva costretto a sposare una donna. Per la prima volta parlò anche di matrimoni tra urninghi. Tuttavia il progetto editoriale non venne portato avanti e Prometheus fu l’unico numero della rivista ad essere pubblicato.
Sempre nel 1870, Ulrichs pubblicò un altro libretto, Araxes, in cui continuava a protestare contro le leggi antiomosessuali. Il libretto fu scritto per incoraggiare la Baviera, unico stato della Confederazione germanica a non aver mai avuto tali leggi, a continuare ad opporsi. Pochi mesi dopo, però, la Baviera divenne parte del nuovo Impero germanico e integrò le leggi prussiane.

L’ultimo libretto della serie fu pubblicato nel 1879 con il titolo di Critische Pfeile, in cui ripercorreva la storia della persecuzione degli omosessuali e attribuiva la sua origine ad una ripugnanza irrazionale contro gli urninghi. Essendo la ripugnanza irrazionale, non poteva pertanto essere alla base di leggi razionali. Per lui gli atti omosessuali potevano essere puniti solo in tre casi: se un bambino era coinvolto, se era stata esercitata violenza o se avvenivano in luoghi pubblici.
Un tredicesimo libretto fu iniziato con il titolo Der Urning und sein Recht, ma non venne pubblicato.

Nel 1880 Ulrichs lasciò la Germania, ormai troppo complessa per lui, e venne in Italia, dove continuò parzialmente la sua attività in difesa degli urninghi. Dopo aver girato diverse città italiane, si stabilì a L’Aquila, ospite del latinista marchese Nicolò Persichetti. Qui si mantenne dando lezioni e scrivendo novelle a carattere omoerotico e poesie.

Iniziò la pubblicazione di una rivista in latino Alaudae, in cui si distaccò dalle tematiche precedenti: raramente menzionava la lotta antiprussiana o la causa degli urninghi.

Ulrichs morì in ospedale a L’Aquila il 14 luglio 1895. Venne sepolto a l’Aquila nel Cimitero Monumentale.

Durante la sua vita Ulrichs ottenne raramente risultati positivi, ma riuscì tuttavia a ridefinire e in qualche modo a inventare l’omosessualità, a raccogliere la comunità omosessuale e a creare le basi per la crescita successiva del movimento LGBTQIA+.